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giovedì 21 gennaio 2021

Il profumo? Uno shock addizionale...Gurdjeff permettendo.


 

Ieri sera stavo leggendo un vecchio libro di George Gurdjieff, il mistico armeno che ha scritto un dei più bei libri sui poteri latenti dell’uomo, che s’intitola “Incontri con uomini straordinari”. Tra i suoi insegnamenti più difficili da capire e da mettere in pratica per l’uomo, c’è il “ricordo del se”. L’uomo vive in maniera meccanica, stando in uno stato costante di torpore, in pratica non avendo una reale percezione di se stesso e del mondo che lo circonda. Quante volte facciamo qualcosa in maniera automatica senza rendercene conto, oppure chiediamo ad una persona di ripetere un concetto perché abbiamo perso l’attenzione? Ricordarsi del se vuol dire vivere in presenza, ed è molto difficile farlo. A tale proposito, il filosofo, decise di suggerire una serie di tecniche per riportare l’attenzione su se stessi, una di queste è lo shock addizionale. Per semplificare, dirò che si tratta di tutte quelle azioni che  rompono la routine e ci rianimano. Gurdjieff, per esempio, suggeriva anche di star seduti in una posizione scomoda e di muovere solo la testa per cominciare ad avvertire una sensazione di fastidio alle gambe. Un tale sforzo bastava già a render consapevoli del proprio corpo fisico.

Questo concetto filosofico mi ha fatto venire in mente un problema frequente, che pur essendo banale è sentito da molti. Chiunque metta un profumo, dopo poco tempo non lo sente più, e se ne dispiace, perché quella fragranza gli da piacere e lo fa sentire bene. Se osserviamo, il sentire un profumo è uno shock addizionale che ci risveglia, che ci fa percepire il nostro corpo e che ci riporta sensazioni piacevoli. Indossare un profumo, vestirsi in maniera diversa, mettere un paio di scarpe dalla forma nuova e altre azioni di “disturbo” della routine, riportano l’attenzione su noi stessi. Ecco perché vi suggerisco di cambiare profumo ogni giorno, per sentirvi diversi, per percepire la superficie del vostro corpo, per provare sensazioni ulteriori, per sentirvi vivi.

Come fare a sentire un profumo? Scegliete le vostre fragranze con un metodo diverso dal solito, non comprate fragranze confortevoli e ordinarie. Scegliete una composizione leggermente disarmonica, che abbia dei picchi, delle note strane e fastidiose, dei semitoni che vi lasciano perplessi. Comprate una fragranza che non siete riusciti a capire del tutto, un profumo su cui dovete meditare, di cui dovete capire se vi piace o vi da fastidio. In pratica, provocate degli shock ogni volta che la indossate, create una rottura con la routine, risvegliate i vostri sensi, ricominciate a vivere.

sabato 14 novembre 2020

Hope e il profumo magico.



Hope era una bambina bellissima, aveva guance rosa su cui cadevano piccoli boccoli d'oro e occhi blu come il cielo terso di una giornata di vento. Aveva quasi dieci anni, anzi nove e mezzo, come diceva lei e si sentiva già una piccola donna di mondo. Passava davanti alle vetrine dei negozi e si immaginava con lunghi ed eleganti vestiti con cui partecipare a ricche e sontuose feste in giro per il mondo.Fantasticava costantemente di vedersi in viaggio, con i suoi ingombranti bagagli, accompagnata da un valletto tutto fare che la aiutava. Nei suoi spostamenti per il mondo Hope immaginava di commerciare preziose essenze come il nonno Arthur. La famiglia di Hope era di origine inglese, e precisamente di Masworth, un piccolo villaggio a nord di Londra. La famiglia di Hope coltivava fin dall'antichità, erbe officinali che poi distillava per ottenerne oli essenziali da vendere presso il loro negozio di Londra. I Middlefield commerciavano i loro preziosi unguenti in una piccola bottega nel quartiere di Marylebone. Da anni, dopo la morte del nonno, vivevano a Grasse, in Francia. Hope sapeva che il nonno aveva lasciato, nella soffitta della casa francese, un baule pieno di preziosi oli profumati. A lungo aveva chiesto alla nonna di poter vedere cosa c'era dentro quello scrigno, ma per paura che rompesse i preziosi profumi, la nonna glielo aveva sempre negato. Quando sarebbe diventata più grande, la nonna glielo avrebbe permesso senza alcun problema.Un giorno di primavera, Hope si alzò presto, perché non riusciva più a dormire pensando allo scrigno del nonno. Approfittò dell'assenza della nonna che era andata al comprare verdure fresche per il pranzo e dei genitori che lavoravano dall'alba nella coltivazione di rose centifolia in un piccolo appezzamento vicino a casa. Non fece neanche colazione e si precipitò in pigiama in soffitta. Aprì il vecchio baule e vide tantissime boccette di vetro riposte ordinatamente in piccoli scomparti in legno. Al centro di questo ordinato reticolo c'era una scatola in legno rosso laccato. A scuola Hope aveva studiato che esistono dei caratteri speciali che si usavano in Cina e in Giappone. Ovviamente non poteva né leggerlo né riconoscerli ma sicuramente sul coperchio c'era una scritta composta da ideogrammi.Aprì la scatola e vi trovò un prezioso recipiente lungo e stretto e finemente decorato. Il tappo era sigillato con della ceralacca nera, ma era ormai secca e con un piccolo sforzo riusci a sfilarlo dal recipiente. Senza neanche pensarci, versò una goccia di profumo sulla manica del pigiama e annusò.La vista di Hope si sfocò come quando ci si perde nei propri pensieri e fu trasportata in un luogo lontano. Hope si ritrovò si un grosso masso piantato in un ruscello di montagna. Di fronte a lei un muro di roccia faceva intravedere sulla sua sommità un monastero orientale. Il cielo era di un grigio abbagliante e regnava un magico silenzio. Tutt'attorno la poca vegetazione e le rocce puntute erano coperte da un gelido manto bianco. L'aria odorava di neve.La neve profuma di terra bagnata mista a odore camino e di acqua metallica. Insomma, ha qualcosa di minerale e assolutamente inorganico. Hope sentì freddo e immaginò di essere in spiaggia sotto un tiepido sole. Ebbe una piccola vertigine e d'un tratto si ritrovò sulla battigia del mare, dove le onde andavano ad infrangersi contro il suo pigiama ormai zuppo di acqua. L'aria profumava di sabbia calda mista a salsedine, cocomero fresco e cetriolo. La sua pelle scaldata dal sole emanava un dolce profumo di crema solare al cocco.Il pigiama era tutto bagnato e il sole la stava facendo sudare, così Hope immaginò un'altra volta di essere da tutt'altra parte. Nella sua mente si formò l'immagine di un antico caravanserraglio dove arabi vocianti commerciavano sacchi pieni di preziose spezie d'oriente. L'odore forte del pepe si mescolava a quello delle lunghe stecche di cannella, saturando l'aria di un profumo talmente forte da coprire quello dello sterco dei cammelli e delle pelli fresche di concia. Hope era seduta su un muretto basso, con il suo pigiamino ormai asciutto. Le persone attorno a lei passavano senza neanche notarla, quasi come se non esistesse.Nella sua giovane mente si stava realizzando l'idea che forse si trattava di un sogno molto lucido, probabilmente un viaggio astrale. I forti odori e il caos indussero Hope a pensare di essere in un luogo più quieto e silenzioso, chiuse gli occhi e li riaprì in un luogo fresco e leggermente umido. La luce tenue delle candele illuminava la statua della Madonna davanti a lei. La panca su cui sedeva era dura ma non era tanto scomoda. La chiesa in cui si trovava era priva di affreschi e i muri erano blocchi di pietra ben levigati dallo sfregamento delle mani dei pellegrini. L'odore tenue della cera si mescolava a quella del legno vecchio degli arredi sacri. Hope sentiva anche l'odore di polvere dei tendaggi che adornavano l'altare. Ma ciò che le piaceva di più era il profumo di incenso bruciato che aleggiava nell'aria, che le ricordava le grandi feste religiose. Richiuse gli occhi e finalmente si ritrovò nella sua soffitta, da sotto si sentivano arrivare rumori. Sistemò tutto e si precipitò in cameretta per farsi trovare nel letto. La nonna lentamente salì al piano di sopra, con un ritmo scandito dai delicati scricchiolii delle assi di legno, si avvicinò al letto per darle un bacio sulla fronte. Nel farlo, portò il naso vicino alla manica del pigiama che era appoggiata sul cuscino, nella solita posizione in cui Hope dormiva. La nonna si lasciò andare pesantemente sul letto e rimase immobile per dieci minuti in quella posizione, fissando il vuoto. Hope in quel momento capì che il profumo di quella boccetta era magico e quando sarebbe finalmente diventata grande lo avrebbe prodotto in grandi quantità per venderlo. Ma in tutto questo non stava tenendo conto di una cosa, la vera magia non si può usare per il proprio tornaconto. Hope diventò un grande naso, e pur senza usare la magia, riuscì a costruire grandi profumi che conquistarono ugualmente il cuore della gente. Aveva capito che bastava toccare i ricordi delle persone per creare in loro grandi emozioni di cui non avrebbero più voluto  fare a meno.



venerdì 16 ottobre 2020

Nuovo quartetto Amouage: Ashore, Crimson Rocks, Meander ed Enclave

 


Paola Gambarini, ho il piacere di dirti che Amouage ha di nuovo fatto centro, conservando uno stile impeccabile e degno de suo prestigioso nome. Si tratta di un brand che rappresenta eccellenza e tradizione. Amouage rimane un punto di riferimento in questo, troppo affollato, mondo artistico.

Ecco una recensione delle nuove ed esclusive quattro fragranze:


ASHORE. Femminile ma non troppo; sulla mia pelle è un giardino indiano in piena fioritura. Gelsomino speziato e frizzante, perfetto anche in piena estate con 50 gradi all'ombra. La durata sulla pelle è degna di ogni Amouage che si rispetti. Previsioni? Nuovo bestseller nel brand dell'Oman.


CRIMSON ROCKS. Donna, femmina, seduttrice... Apertura di rosa calda e vellutata con un tocco fine di cannella che mi porta in un ricco palazzo indiano. Una punta mielata si fonde ad un magnifico fondo legnoso. Un piccolo capolavoro sulla pelle e un inno sussurrato alla sensualità. Sentirlo sulla propria donna è una benedizione.


MEANDER. Fiero come un condottiero e dolce come un padre. Carota pungente mescolata a pepe aromatico su un sostegno di resina d'olibano e prezioso burro d'iris. Una punta di fascinosa rosa e un fondo virile ma soave di sandalo e vetiver. Doppio wow, per questo “tipico” Amouage dalla costruzione eccelsa e sfaccettata. Complimenti ai signori dell'Oman.


ENCLAVE. Menta fredda speziata...che dura tutto il giorno sulla pelle! Non si era mai vista una tale combinazione d'ingredienti, che facessero durare una molecola esile come la menta. Bravi, come sempre, per aver trovato il giusto equilibrio tra freschezza e durata. Volete sapere se lo adoro? Si, ne voglio sei flaconi per farmi la doccia ogni giorno e sentirmelo sempre sulla pelle.


Grazie alla storica Profumeria Gambarini che, dal 1938, offre eccellenza ad Arona.

www.profumeriagambarini.it


lunedì 21 settembre 2020

Golden Adler di Zibermann, un pezzo di storia...

 


Alcuni giorni fa sono andato a Torino dall'amico Sergio di Aromaticobar (13Essenza) in via San Tommaso 7. Ci siamo fatti una bella chiacchierata sul mondo del profumo ed in particolare sulla cosiddetta”nicchia”. Un confronto con una persona d'esperienza, porta sempre sorprese, perché la storia del profumo è pressoché infinita, e c'è sempre qualcosa da imparare. Così, tra una prova e l'altra, mi ha fatto sentire un marchio a me sconosciuto. Un pezzo di alcuni anni fa, che dice molto dello stile del recente passato.

Zibermann, con Golden Adler, ha creato una sintesi di quello che ritengo la tipologia di profumo perfetto sulla mia pelle. Una partenza liquorosa, con una punta affumicata, seguita da sentori cuoiati, note verdi di sottobosco, resina d'incenso, una leggera nota metallica, legni stagionati e un fondo profondo di patchouli. Sulla pelle resiste tutto il giorno.

Che dire...benché sconosciuto a molti, Golden Adler è un pezzo di storia. Grazie Sergio!

giovedì 10 settembre 2020

My Tuxedo di Uermi - Ci sono smoking e smoking...

 


James: Io ho già uno smoking!

Vesper: Si ma ci sono smoking e smoking: questo è uno smoking. E tu dovrai avere l'aria di uno che non stona a quel tavolo.

James: Come hai? E' fatto su misura?

Vesper: Ti ho misurato appena ci siamo conosciuti.

(James Bond – Casino Royale film 2006)


Rigorosamente di sartoria, con balck tie annodata a mano, gemelli, camicia con sparato e scarpe Oxford...dopo le 18.00 e chiaramente su invito formale ad indossarlo. Poche semplici regole che fanno di un essere di genere maschile, un gentiluomo.

Il Tuxedo è un abito che non perdona, che può nobilitare la figura di un uomo allo stesso modo in cui la può ridicolizzare, rendendola simile alla silhouette di un cameriere.


My Tuxedo di Uermi è un profumo creato dalle sapienti mani di Maurice Roucel. Una fragranza che apre con cardamomo inconfondibilmente pungente e bergamotto molto fresco.Un inizio rassicurante come la figura di un agente segreto che sta indossando il suo abito formale per affrontare le insidie di un torneo di poker. Il cuore di questo profumo, attraverso una delicata nota di gelsomino smorzata dall'austero e terroso vetiver, ci ricorda che è anche una persona romantica e protettiva. Il fondo sostiene con risolutezza l'insieme della fragranza, e si esprime attraverso piacevoli note di tabacco e muschio...pulito come una camicia appena indossata.

Gli elementi che caratterizzano My Tuxedo sono quelli classici di un uomo che indossa lo smoking per passare ore piacevoli davanti ad un buon distillato e un sigaro cubano, con un occhio sempre attento e vigile verso la propria compagna.


My Tuxedo mi piace perché è chiaramente maschile ma dolce e vagamente glamour. E' il classico profumo da uomo sofisticato e di successo, ma sempre estremamente discreto.

Ottima persistenza e sillage. Il formato di questo profumo è 30 ml, quantità ottima per viaggiare per il mondo come...James.

mercoledì 2 settembre 2020

La sintesi perfetta...nel mondo della profumeria.


Tra limitazioni per rischi di allergia ed eco sostenibilità, il mondo dei profumi si è sempre di più orientato verso l'utilizzo di materie prime di origine prevalentemente sintetiche. Non scandalizziamoci, i derivati vegetali naturali, sono anch'essi molecole chimiche. La loro estrazioni in natura è spesso difficoltosa e richiede un grosso dispendio di risorse economiche e l'impatto ambientale non è sempre sostenibile. Alcune sostanze prodotte in laboratorio, riproducono in maniera eccellente l'odore di alcuni vegetali presenti in natura. Ma non solo, la frutta, certi legni, il cioccolato o l'odore dei biscotti appena sfornati sono, per forza, riprodotti chimicamente.Le molecole sintetiche, arricchiscono lo spettro delle note profumate, dando ai profumi nuove firme olfattive. In questo scenario, la capacità creativa dei nasi, non ha limiti, e può produrre veri e propri capolavori.

Allora perché alcuni profumi costano più di altri se sono anche sintetici?

Le molecole di sintesi possono talvolta costare più di quelle naturali, e la qualità della sintesi può variare sensibilmente per ogni singolo aroma. Io credo che i profumi ben fatti, oltre ad avere una bella composizione, abbiano anche materie prime di qualità superiore. Quindi è giusto che costino un po' di più, ma non è quello che influenza così tanto il costo finale; perlomeno, non in maniera così sensibile. Se un profumo contenesse vera ambra grigia, in alta concentrazione, pochi di noi potrebbero permetterselo.

Il costo finale di un profumo è influenzato da diversi fattori economici tra i quali il prestigio anche presunto, di un marchio, questo si sa. Ma non soffermiamoci su questo.Dobbiamo accettare di pagare il doppio per un profumo che ha lo stesso costo di produzione di un'altro perché ci regala un'esperienza che un'altra fragranza non è in grado di darci.L'arte non si paga a quantità o a grandezza, si paga per quello che è in grado di suscitare. Il profumo, non mi stancherò mai di dirlo, è una forma d'arte. Accettate di pagare anche mille euro un flacone da 30 ml (di sintesi o meno), perché ogni volta che lo porterete al naso, sarà in grado di dare un senso alla vostra vita: la ricerca dello stato di grazia...


venerdì 28 agosto 2020

Il bene di lusso più rappresentativo è il vino.


 La maggior parte di noi non conosce cos'è il lusso, ma ne è fortemente attratto perché, il più delle volte, determina uno status di ricchezza e benessere. Il lusso non è assimilabile a ciò che è semplicemente costoso, infatti è spesso la domanda a determinare il prezzo di un prodotto e il suo posizionamento sul mercato. I beni di lusso hanno funzioni che possono avere anche oggetti più economici, ma è il materiale di cui sono fatti, la loro qualità costruttiva e la loro scarsità che ne determinano il valore percepito.

Il bene più lussuoso al mondo è il vino.

Il vino è prodotto secondo una disciplinare che regola: le tipologie di uva e relativo assemblaggio, la quantità di uva per ettaro, la zona di produzione, la lavorazione in cantina, la quantità d'alcool presente e il suo invecchiamento. Anche se non è parte del disciplinare, grande importanza è data alla qualità del terreno, l'esposizione solare, il microclima e la fortuna di una buona situazione meteorologica durante il periodo di produzione!Come vedete i paletti sono tanti, e fare un buon vino non è facile come produrre una qualsiasi bevanda in uno stabilimento industriale.

Per la maggior parte di voi il vino è un alimento comune che tutti si possono permettere, ma esistono bottiglie rare e pregiate che costano migliaia di dollari.Ciò che determina il loro valore è la scarsità legata alla qualità. Ma il concetto fondamentale è un altro. Una bottiglia di vino vale più di un auto di lusso, uno yacht, un diamante perché ha una caratteristica unica: dura pochissimo e non è riproducibile tale e quale. Una bottiglia di vino rosso bevuta a tavola in quattro commensali, dura al massimo un paio d'ore, se la conversazione è piacevole.Una bottiglia di champagne, dura mezz'ora sul mio tavolino e magari mi è costata 200 euro. In questa piccola quantità di tempo ho consumato e reso inesistente e non riutilizzabile un bene così buono e prezioso. Ho consumato 200 euro in mezz'ora. Questo è vero lusso: consumare un bene costoso, non riutilizzabile e che dura pochissimo tempo. Il vino di qualità, ha il “coefficiente lusso” più alto in assoluto, siete d'accordo?