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lunedì 18 febbraio 2019

Wolf Scent e la sua raffinata interpretazione dell'oud: Noble Oud




(Tempo di lettura: circa 2 minuti)

Eccomi nuovamente a provare una fragranza del prezioso marchio Wolf Scent, questa volta mi cimenterò nell'analisi di un profumo che interpreta l'oud in maniera moderna e dinamica. Si tratta di Noble Oud. Piramide veramente corta in questo aroma e un chiaro intento di allontanarsi dal concetto tipicamente orientale di profumo opulento e impegnativo. In queso jus si privilegia l'aspetto luminoso e attivo del profumo. Un concetto che rende questa fragranza perfetta per la vita frenetica di una grande metropoli, per i luoghi affollati o per eventi di lavoro formali. Noble Oud è un profumo persistente e allo stesso tempo morbido, discreto e piacevolmente fresco.

Sulla pelle, appena spruzzato, rivela una nota leggermente vegetale come in un liquore alle erbe, subito dopo compare la dolcezza della mirra che rimane costante per ore, L'oud è ben nascosto tra le trame legnose del fondo, che si manifesta dopo diverso tempo, mentre un uso sapiente e calibrato del mastice di betulla dona un tocco elegante di pellame a questa pozione alchemica. La quantità di olio essenziale è notevole, la mano rimane piacevolmente ammorbidita dalla consistenza quasi idratante del residuo che lascia la vaporizzazione. Noble Oud è nobile come la parola che lo intintola e chiaremente adatto a vestire la pelle di una donna come quella di un uomo. Si tratta di un profumo concepito per essere originale e al contempo universalmente riconosciuto come ottimo su qualsiasi pelle.

Ricordo sempre il formato da 100 ml e la concentrazione alta. La confezione è, come tutta la linea, veramente curata. Si tratta di un cofanetto bianco laccato con sulla sommita il volto fiero di un lupo. Un tatuaggio su di una placca dorata che dona ancora più preziosità a questa fragranza.
Il mio consiglio è di abusarne costantemente, utilizzandone una quantità smodata, con la conseguenza di rendere il mondo più bello e profumato!

Note olfattive: papiro, mirra, oud, betulla.

giovedì 14 febbraio 2019

Cacao Azteque non si beve ma sa di elisir degli dei.



Armeggiavo da anni su un progetto che aveva fatto passare notti insonni a decine di scienziati di ogni epoca. Avevo deciso di costruirla nella grande cantina di mia zia. Chi l'aveva vista, l'aveva paragonata ad una sedia elettrica munita di centinaia di fili, turbine e altre diavolerie; qualcun altro, per la presenza di decine di contatori luminosi, l'aveva definita un'astronave aliena. Ma si trattava semplicemente del mio prototipo di macchina del tempo, un progetto che avevo cominciato a sviluppare fin dai primi anni di università. Un giorno, mentre mi accingevo a stringere i bulloni che serravano l'impianto di raffreddamento mi spinsi leggermente in avanti perdendo l'equilibrio, ricordo solo che cercai di aggrapparmi alla leva che azionava il campo magnetico e da quel momento vidi tutto bianco...
Al mio risveglio vidi attorno a me uomini abbigliati come indigeni sudamericani, con i volti dipinti di colori sgargianti e ornamenti composti da piume variopinte. Uno di loro mi stava porgendo una grande tazza di liquido denso e scuro. Era probabilmente l'atto dovuto a un dio, o ad un visitatore importante. Maldestramente avevo azionato la macchina del tempo ed ero stato spedito indietro nel tempo, all'epoca degli Aztechi.
Decisi di bere quello che avevo intuito essere una miscela di cacao e altre spezie, per non offendere i miei ospiti.

Non si trattava certo del sapore di una tavoletta di cioccolato, perché non vi era nulla di dolce e stucchevole in questa fragranza, pardon bevanda.
Al naso emanava un intenso profumo di pepe rosa, come se lo stessi rompendo tra i denti, seguiva un pepe più scuro e caldo, sentivo anche qualcosa che assomigliava al gusto caratteristico di cardamomo. Il cardamomo dava luce e freschezza a questa bevanda che avrei spalmato sulla pelle tanto profumava. Seguiva un intenso profumo di fiori bagnati da gocce di distillato di zucchero di canna. La bevanda, sul fondo, sapeva anche di cacao, sandalo caldo e fine muschio. Ora capivo perché sui libri la definivano l'elisir degli dei.

Mentre gustavo questa meraviglia, una mano cominciò a strattonarmi, tanto che d'un tratto mi risvegliai come da un sogno, ero riverso a terra con la testa incastrata sotto il macchinario e zia Margaret continuava a chiamarmi disperata. Battendo la testa, ero svenuto rompendo anche il flaconcino di profumo che portavo sempre nella tasca della giacca. Si trattava di un flacone di Cacao Azteque della maison Perris Montecarlo. Era stato tutto un sogno, la macchina non si era attivata e tutte le sensazioni erano state provocate dalla fragranza che si era riversata a terra. Peccato...

Note di testa: pepe nero, pepe rosa, cardamomo
Note di cuore: assoluta di rhum, orchidea, pittosforo, tuberosa.
Note di fondo: sandalo, assoluta di cacao, muschio.


mercoledì 13 febbraio 2019

Whisky e profumi al whisky...


Il Wilson & Morgan Barrel Selection è un single malt scotch whisky distillato nel 2011. Imbottigliato nel 2016 dal produttore Ardmore, questo whisky si presenta sul mercato con un grado alcolico di vol. 48%. La sua morbidezza fa si che non bruci in bocca, visto che supera di un po' lo standard di 41- 43%.
Oggi vi parlo di whisky come appassionato e non come esperto, perché ci vuole grandissima esperienza e molti assaggi per capire veramente il mondo di questo fantastico distillato. Lo faccio per introdurre quello che per me è, in campo profumiero, il concetto di nota di whisky.
Comunque, per chi volesse un parere basico, posso dire che questo è un whisky fumoso, ma non eccessivamente, e ha una bella componente fruttata che ricorda prevalentemente la pera. In bocca è morbido e molto persistente nel tempo.



Il whisky in campo profumiero è un ingrediente non molto utilizzato, e mi duole dire ancor mal interpretato. Chi utilizza questi accordo, spesso si basa sul sentore tipico dei torbati, tralasciando tutte le complessità di questo magnifico distillato. Ne risultano spesso dei profumi difficili al primo approccio, duri e affumicati. Sentori impossibili da associare ad un profumo, perché più comuni ad un odore spesso sgradevole. Ci sono profumi che appena spruzzati sulla pelle, sanno di speck stagionato, è questo è inaccettabile per una fragranza.
Un giorno, quando riuscirò a creare la mia fragranza, formulerò un accordo che tiene conto delle note di orzo e granaglie, frutta sotto spirito, cacao, torba, frutta secca e ogni altra sfumatura tipica di un whisky invecchiato.
In sostanza, penso che non sia sufficiente esagerare con squallide note sintetiche per simulare la torbatura e in generale l'invecchiamento di un distillato, bisogna invece interpretare ciò che si svela in bocca durante la fase di valutazione retro olfattiva.
Buona meditazione a tutti!

lunedì 11 febbraio 2019

Against Nature di Timothy Han / Edition, la decadenza nella sua forma più eccelsa.


Il brand Timothy Han / Edition ha creato una serie di profumi in piccole serie, con il relativo numero di edizione, un po' come per le annate dei vini. I profumi traggono ispirazione dal mondo letterario e in genere dagli spiriti indomiti e creativi.
Per le sue illustrazioni, Timothy ha scelto Rafael Theodore Melendez, un artista americano.



Questo profumo è ispirata all’omonimo romanzo di Joris-Karl Huysmans (1884), “Against Nature”.
Huysmans descrive in questo libro la personalità decadente, l'eccentricità, il delirio e la stravaganza del protagonista. Il romanzo è considerato da molti la bibbia del decadentismo, ed è stato ispirazione per scrittori del calibro di Gabriele D'Annunzio, Marcel Proust e Oscar Wilde.

Mi rivolgo a voi appassionati di profumi, mi rivolgo a chi usa il naso prima di ogni senso, mi rivolgo a chi entra in contatto con il mondo attraverso qualcosa di più veritiero di una semplice immagine. Lo chiedo a voi, Against Nature sa di mare? Qualsiasi cosa abbiate risposto io vi dico si!
Questo profumo mi riporta in una piccola conca, quella di un mollusco che tiene dentro di se una piccola riserva d'acqua una goccia di vita, una stilla di casa trattenuta nella sua conchiglia. Si tratta del profumo dell'acqua di un'ostrica fresca. La vera nota di mare, quella ozonata quella che porta in se tracce di sale, alga marina e odore di scogli.
E' una sensazione che dura pochi secondi, perché il limone fa subito il suo ingresso portando freschezza e luce nella fragranza. Il limone riporta a terra, lungo le vie del porto dove questo agrume accompagna spesso le prelibate cruditè. Segue una spolverata di pepe, le note verdi che si sprigionano dai cespugli odorosi della costa mediterranea, bacche di ginepro, fiore di ylang ylang che ci catapulta sulla costa del Madagascar e poi un grande fondo composto da potenti fissatori come il vetiver, il patchouli, l'ambra e il sandalo.
Questo profumo è molto potente, sulla pelle spinge a lungo, facendosi sentire ad ogni piccolo movimento del corpo. Continua ad emanare un misto di note verdi e limone. Il mare piano piano riduce la sua forza, percepisco sempre un fondo di acciaio scaldato tra le dita, un odore famigliare per chi a frequentato il laboratorio di un fabbro. Dopo alcune ore il fondo, fatto di grandi molecole prende il controllo e porta con forza, questa fragranza fino a fine giornata, lasciando sulla pelle quei ricordi metallescenti e luminosi delle prime ore.
Come avrete capito, Against Nature di Timothy Han è un profumo che mi ha entusiasmato, quindi il mio consiglio è quello di andare a scoprire questo marchio nel più vicino punto vendita.
La linea di Thimothy Han ha una specie formato da viaggio, un comodissimo 60 ml, ed è confezionata in scatole che simulano le dimensioni di un libro in formato tascabile. Invece di buttarle, queste confezioni, possono essere messe sullo scaffale della propria libreria, come una collezione di libri olfattivi!

Pepe rosa, limone, ginepro, note verdi, metallo, gelsomino, ylang ylang, lacca, muschio, vetiver, sandalo, ambra, patchouli.

venerdì 8 febbraio 2019

Nettuno di Mendittorosa, un Talismano blu nel firmamento.




Blu come il mare, come la casa di Nettuno, come l'acqua che riflette il cielo, come l'aspetto del nono pianeta del sistema solare. Questa è la mia descrizione poetica e confusa di Nettuno, il pianeta gemello di Urano.

Mendittorosa crea un Talismano che chiama Nettuno, un profumo in estratto, che rappresenta una concentrazione di oli essenziali al 25%.
Nelle operose mani di Amélie Bourgeois prende forma una fragranza potente, insolita e sfaccettata. Potente perché dura moltissimo sulla pelle in quanto iperconcentrata e ricca di molecole importanti e di base. Insolita perché i componenti sono originali e accostati in maniera diversa dagli schemi classici. Sfaccettata perché secondo me non segue una forma lineare, ma è composta da tanti picchi che creano un accordo tridimensionale, quasi a rappresentare un cristallo.
Benché sia ritenuto un profumo unisex, trovo che Nettuno sia molto più sensuale sulla pelle femminile, perché tende ad esaltare note le fiorite e una certa polverosità dovuta all'iris. La nota fiorita e metallica sulla mia pelle spinge moltissimo, prevalendo, soprattutto nelle fasi iniziali, su tutto il resto. Fortunatamente il vetiver, in accordo con il cuoio e i semi di carota, smorza le note più luminose e fredde con il passare dei minuti, rendendo Nettuno morbido e interessante anche sulla mia pelle. Non cambio però opinione, Nettuno può far diventare più magica la pelle di una donna rispetto a quella di un uomo.

In definitiva credo che anche questa volta Mendittorosa, nella sua declinazione ancora più ricercata che è appunto la linea Talismans, sia riuscita a rappresentare l'ideale di fragranza d'autore. La confezione, che rappresenta una vera e propria creazione artistica, è assolutamente in linea con lo stile che Stefania Squeglia ha voluto dare al suo brand tutto italiano.

Note: fiori d’acqua (ciclamino), pepe rosa, zenzero blu, noce moscata, accordo di rose metalliche, accordo di cuoio, vetiver di Haiti, semi di carota, iris, benzoino, rum, muschio bianco.
Naso:
Amélie Bourgeois

Ringrazio Stefania Squeglia, la creatrice di Mendittorosa, per il materiale per la recensione.

mercoledì 6 febbraio 2019

Vuoi vendere di più? Stimola il naso con il marketing olfattivo.


(Questo articolo è composto da 336 parole, lo puoi leggere in circa 2 minuti)



Oggi vi parlerò di una leva di vendita molto efficace ma ancora poco applicata nel commercio al dettaglio e in generale nelle piccole attività: il marketing olfattivo.
Se vorrete saperne di più su questo argomento, vi basterà digitare queste due parole su internet e troverete molte aziende specializzate nell'istallazione di dispositivi atti ad applicare questa fantastica tecnica di vendita.
Il marketing olfattivo è semplicemente la pratica di profumare con degli impianti professionali e non, il luoghi di vendita e in generale i luoghi pubblici o di lavoro.
E' stato testato che un particolare profumo in un negozio è in grado di far aumentare le vendite, perché sviluppa a livello inconscio, uno stimolo positivo che crea un certo benessere.
Non voglio approfondire l'argomento a livello tecnico, ma posso semplicemente dirvi che il profumo non è solo in grado di aumentare le vendite, ma è anche capace di creare un ambiente di lavoro più sereno e produttivo, abbassare i livelli di stress in uno studio medico, far aumentare l'appetito in un supermercato e altro ancora.
Come ho sempre affermato, la respirazione è una pratica automatica che serve per ossigenarsi, e l'organo dell'olfatto è nel canale preposto all'ingresso dell'aria (il naso), e quindi non si può evitarne l'uso. Diversamente dalla vista, l'olfazione non può essere interrotta. Quindi se decidiamo di evitare di guardare l'ennesimo cartellone pubblicitario con lo sconto su un determinato articolo, non possiamo esimerci dal sentire il profumo del pane caldo appena sfornato e farci venire una voglia pazza di comprare una pagnotta da mangiare.
I fiori usano questa tecnica da sempre, attirano gli insetti impollinatori con i loro colori e il loro splendido profumo, bisogna imparare dalla natura e capire che gli stimoli visivi, oggi, sono troppi e bisogna concentrarsi su altri organi di senso come l'olfatto.
Il marketing olfattivo è una tecnica silenziosa per attirare a se nuovi clienti, tutte le attività commerciali dovrebbero avere un profumo identificativo e adatto alla categoria merceologica a cui appartengono. Le grandi aziende lo hanno già capito, e voi?


lunedì 4 febbraio 2019

Luxury di Mizensir, la pelle vellutata di una donna...




Questo è il profumo che immagino in quella parte di pelle chiara luminosa che divide il collo dal seno. Una superficie perfetta, fatta di riflessi rosacei e blu. Un velluto da percorrere lentamente con i polpastrelli, sfiorandolo a pochi millimetri con il naso. Luxury di Mizensir è una scollatura, dove l'occhio talvolta fantasioso di un uomo immagina percorsi, curve e tornanti, ma anche la superficie adorata dalla quale aspira il profumo della donna amata.
Luxury è la traccia del passaggio di una donna, la scia odorosa di una diva bellissima, i baci prima di un amplesso, l'unione di due corpi. Questa fragranza è inequivocabilmente femminile, e per quanto mi riguarda, di una seduzione estrema. Il perfetto equilibrio tra fiori, polvere di iris e resine si traduce in una sintesi odorosa che ha lo scopo principale di sedurre. Alberto Morillas ha creato un capolavoro d'eleganza femminile, con una concentrazione tale da resistere moltissime ore sulla pelle, trasformano chi lo indossa in una vera divinità.
Come avrete capito, questo profumo mi piace moltissimo, ma quello che voglio sottolineare è che Morillas ha dosato talmente bene l'iris da attirare tutta la mia attenzione, facendomi ritenere questo profumo, uno dei migliori nel suo genere.

Note di testa: assoluta di fiore d'arancio egiziano, olio di bergamotto.
Note di cuore: abroxan, assoluta di iris, Irone®.
Note di fondo: assoluta di benzoino, assoluta di vaniglia tahitiana, assoluta di fava Tonka SFE. muschio bianco (muscenone®).

Vaporizzato sulla pelle mi trasporta immediatamente nel sud dell'Italia, tra le piante di bergamotto della Calabria. Segue un sentore forte e vegetale di fiore d'arancio attorno al quale comincia a danzare l'aroma ipnotico del rizoma di Iris. Il cuore è ricco, cremoso e sensuale. Una nota ambrata si mescola a tocchi polverosi dolci e asciutti. Il fondo danza con impeto attraverso l'esuberanza mai ostentata della vaniglia e della fava tonka. Il tutto è reso educato da una sintesi di muschio bianco corretta ed elegante, volta a garantire forza per lunghe ore, ma anche uno splendido tocco pulito, quasi candido.