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giovedì 11 ottobre 2018

Lattedoro di Gabriella Chieffo, profumo di baci e carezze.


Ho recentemente incontrato Gabriella Chieffo a Firenze, dove ho avuto la fortuna di parlarle e conoscerla un po'. La prima impressione è stata quella di essere di fronte ad una persona genuina, capace di comunicare, ma soprattutto ascoltare.
Ho capito che la sua missione è quella di mantenere integro il concetto di profumeria artistica, attraverso una minuziosa ricerca di materiali e una comunicazione vera e sentita dentro.

L'ultima creazione di Gabriella è Lattedoro: la storia di un vissuto, di una caduta, di un dolore, di un perdersi per poi ritrovarsi tra le mani di una bella amicizia, di un amorevole conforto che tutto guarisce.
Questa fragranza per me è la descrizione olfattiva di quella sorta di amore universale che lega le persone e che le spinge a prendersi cura l'una dell'altra. Lattedoro è una chiacchierata sul divano tra amiche intime, una tazza di latte caldo, una coperta di lana sulle spalle, il viso tenuto tra le mani.
Lattedoro è anche pelle calda, pelle morbida e sensuale da baciare. Una fragranza che rappresenta un incontro dolce di corpi, il loro sfregarsi ed avvinghiarsi, e tenere carezze dopo aver fatto l'amore.

Lattedoro si apre con una intensa nota di latte di cocco che pian piano si fa da parte lasciando spazio a note evidenti di curcuma e zenzero fresco. Il bergamotto è gentile e supporta le note di testa con la sua proverbiale delicatezza. La noce moscata e la cannella lavorano all'unisono nel supportare i primi ingredienti, dando una nota orientaleggiante alla fragranza.
Gabriella, ci introduce alle note di cuore attraverso sentori lattiginosi animali e vegetali, illuminati da un equilibratissimo gelsomino ed un elegante e ben percepibile iris.
Il fondo è pressoché perfetto, perché il sandalo è uno dei legni più armonici e profumati che esistano. E' accompagnato da una splendida vaniglia, che ben si associa alle note lattate di cuore.
Inoltre il cuoio, che sostiene efficacemente la base di questa piramide olfattiva, equilibra la nota gourmand rendendo questo profumo ottimo sulla pelle maschile.

Note di testa: bergamotto, cannella, curcuma zenzero fresco, noce moscata.
Note di cuore: note di latte, iris, gelsomino, cocco.
Note di fondo: sandalo, vaniglia, cuoio.

Lattedoro è un profumo originale e persistente, formulato in eau de parfum e confezionato in formato 100 ml.





mercoledì 10 ottobre 2018

Little Song di Meo Fusciuni: una piccola canzone ripetuta all'infinito.



Ho conosciuto personalmente Meo Fusciuni a Pitti Fragranze, dove ha presentato il suo nuovo profumo che si chiama Little Song.
Attraverso questa fragranza, Meo Fusciuni esprime un concetto che trovo piacevolmente malinconico e che mi ha toccato emotivamente . Trascrivo pari pari la prima parte della descrizione che si trova sul suo sito internet: “La solitudine dell’uomo passa attraverso il suono che lo accompagna nei pensieri, nell’ interpretazione che esso fa della sua vita, passa attraverso una piccola canzone ripetuta all’infinito, che diventa suono nel silenzio, profumo.”

Da questa bellissima frase ho tratto una mia personalissima interpretazione:
Uomini assorti, seduti ad un tavolo davanti ad una vecchia caffettiera e una tazzina di caffè: ricordi d'infanzia, televisioni in bianco e nero che trasmettono il Varietà, canzoni allegre con ritornelli da canticchiare. Uomini che osservano il tempo che passa attraverso le cose che gli stanno attorno, dal viso che si segna, dai pensieri che cambiano. E la canzoncina rimane nella testa, uguale, immutata, in una ripetizione costante come un mantra.

Bergamotto ritmato da un'allegra radice di zenzero, a cui si accompagna un profumatissimo pepe rosa. Il cuore è un bel gioco tra rosa turca e caffè, un accordo collaudato che mi piace molto. Il fondo è vellutato, e si avvale di note tabaccate miste a liquorose.

Meo Fusciuni crea, con Little Song, un genere di profumo che adoro: ha una polverosità mista a note gourmand che mi confondono e rapiscono allo stesso tempo. Vaporizzato sulla pelle cambia moltissimo dal cartoncino, assumendo note liquorose, asciutte ma ingentilite dalla rosa. Dopo circa un'oretta sento ancora ben distinto il vetiver misto al labdano.
Little Song è un profumo profondo, persistente. La rosa e il caffè lo sdrammatizzano molto rendendolo molto indicato anche per un pubblico femminile.

Note di testa: bergamotto, zenzero, pepe rosa
Note di cuore: rosa turca assoluta, caffè, liatris.
Base: tabacco assoluta, vetiver bourbon, civet, malvia assoluta, muschio, cisto labdanum assoluta.



martedì 9 ottobre 2018

Bihaku di Francesca Dell'Oro, leggiadra e spirituale speziatura.




Francesca dell'Oro ci delizia con Bihaku, una fragranza presentata al recente Pitti a Firenze. Il nome di questo profumo nasce dalla fusione di due termini giapponesi, che sono “Bi = bellezza” e “Haku = bianco”. Voglio citarvi parte della descrizione, perché ho trovato questa frase molto evocativa: “Il domani è la promessa di una realtà incontaminata, un domani rigenerato e vergine di ogni oscura falsità.” E' un profumo speziato, che mi ricorda un viaggio in India fatto nei primi anni duemila. Le miscele a base di cardamomo e pepe, sono il dolce ricordo di colazioni fatte lungo le strade di Puttaparthi. Verso le nove del mattino, dopo la visita all'asharam per l'incontro con Sai Baba, mi fermavo davanti alle porte del centro religioso per mangiare un pezzo di torta e bere un tè. La gente del posto sorseggiava, seduta ai marciapiedi, latte bollito con il tè in una miscela di spezie da cui si sprigionava un forte profumo. L'aria era ancora tiepida, e si godeva ancora la luce diretta del sole, in conversazioni rilassate e amichevoli, prima che arrivasse l'afa di mezzogiorno. Tutto profumava di spezie: i tè, i fasci d'incensi esposti fuori dai negozi, il cibo sul fuoco e le persone stesse. Una gioia per l'olfatto.
Bihaku è un profumo dolce e speziato di grande originalità, con una persistenza notevole senza essere invadente e fastidioso. Lo consiglio a coloro che prediligono le note speziate ma luminose e delicate.

Cardamomo fine luminoso e chiarissimo al naso, Verde e aromatico ginepro, accompagnato in un magnifico tandem dal pepe Sichuan, Chiude la testa un magnifico e aromatico timo. La testa è assolutamente viva ed energizzante come un masala chai. Il cuore è fiorito, il gelsomino viene incalzato da una pungente artemisia la quale smorza l'indole esuberante e sensuale del gelsomino. Il fondo si svela attraverso la morbidezza di un tabacco dolce seguito da legni setosi e ambrati e un pulitissimo e fresco legno di cedro.




lunedì 8 ottobre 2018

Corsica Furiosa di Parfum D'Empire, la forza verde del lentisco.




Corsica Furiosa di Parfum d'Empire è una creazione nella quale Marc-Antoine Corticchiato, ricostruisce un ricordo vivido della Corsica.
Il termine Furiosa, che va a completare il nome della fragranza, è preso in prestito da un andamento musicale che denota grande forza e irruenza.

Per me Corsica Furiosa rappresenta la brezza costante che divide le due isole mediterranee attraverso le Bocche di Bonifacio e che porta con se i profumi della vegetazione che ricopre queste meravigliose terre.
Il protagonista di questa fragranza verde è il lentisco, una pianta che cresce abbondantemente anche in Sardegna. Fin dai tempi antichi, il suo mastice, aiuta a curare ferite, ulcere, purificare l'alito ed è utilizzato tutt'ora in ambito cosmetico. I locali lo bruciavano durante la cottura del pane, per conferirgli un profumo particolare. La pianta del lentisco è robusta e cresce ovunque, produce foglie piccole che se schiacciate tra le dita, emanano un profumo molto forte e fresco.
In questa fragranza, come dicevo, il lentisco è il protagonista e si accompagna a sentori delicati di menta selvatica locale, che ci ricorda la preziosità degli aromi che crescono spontanei lungo la costa e nell'entroterra dell'isola. La piramide prosegue con una piacevole ed equilibrata nota di brandy, che mi fa venire in mente la potente acquavite sarda Filu ferru. Al brandy seguono note di foglie di pomodoro, che accompagnano e sostengono le spigolose note verdi di lentisco e muschio di quercia a chiudere, per sostenere l'intera piramide.
Dopo alcuni minuti si sente anche erba secca, bacche, ortaggi aromatici; insomma un cocktail di lussureggianti note vegetali.
Questa fragranza è un ottimo esempio della categoria dei profumi cosiddetti verdi, inoltre penso che rappresenti molto bene quello che poteva essere un profumo in epoca etrusca e romana, fatto di piante aromatiche mediterranee.
Corsica Furiosa è un profumo potente ma non prepotente, di carattere unico per la sua così forte caratterizzazione ed assolutamente persistente per tutta la giornata.




sabato 6 ottobre 2018

Under My Skin di Francesca Bianchi: assoluta originalità.




Ho conosciuto Francesca Bianchi a Pitti e mi è subito sembrata una persona genuina, diretta e simpatica. Purtroppo, non conoscevo le sue fragranze e quindi mi sono presentato impreparato all'incontro. Fortunatamente ho avuto modo di chiacchierare con lei e di ricevere i campioni delle sue fragranze.
Benché non sia l'ultima nata, vorrei parlarvi di Under My Skin, perché mi ha colpito molto. Questa fragranza, per me, non assomiglia ad alcun profumo conosciuto, al mio naso è nuova ed originale. Questo dato è importantissimo perché rappresenta un quadro olfattivo dipinto con una tecnica diversa dal solito e che voglio descrivere.

Under My Skin, mi ha trasportato in un antico palazzo dei primi novecento, dove come in un sogno, partecipo ad un incontro tra due facoltose amiche. Sono in camera e si dilettano a parlare di vestiti e di accessori, tirando fuori dall'armadio della padrona di casa, abiti di alta sartoria, confezionati dai più famosi stilisti. Nella stanza aleggia il profumo floreale delle due signore, mescolato all'odore morbido e ceroso dei mobili e alla fragranza di un mazzo di garofani appena raccolti in giardino. Su di un tavolino, fa bella mostra di se un vaso colmo di spezie profumate che partecipano alla sinfonia di note. Una delle due signore tira fuori una pelliccia di visone che, indossandola, fa ruotare spargendo nell'aria una delicata nota polverosa, una traccia del tempo, simile a burro di iris. Il pelo del visone emana ancora un piacevole aroma di concia, attutito e smorzato dalla lavanda nei sacchettini di cotone conservati nelle tasche.

Note: pompelmo, lavanda, pepe nero, spezie, rosa bulgara, garofano, burro di iris, muschio, castoreo, ambra grigia, accordo di cuoio, costus, fava tonka, balsamo tolu, balsamo perù, sandalo mysore, vaniglia, treemoss.

Indossato sulla pelle, dopo circa mezz'ora viene fuori un piacevole odore di cuoio fiorentino mescolato a note dolci di tabacco e baccelli di vaniglia.
Questo profumo è un estratto, presentato in un comodo formato da 30 ml.

Voglio fare i complimenti a Francesca Bianchi per averci regalato questa sua creazione artistica, e le auguro di conservare sempre questa splendida creatività.



giovedì 4 ottobre 2018

Creare un profumo è una cosa seria!



E' una cosa assolutamente meravigliosa coronare il sogno di poter produrre un marchio legato alla nostra più grande passione. E' un beneficio anche per la società che, attraverso il nostro ingegno, può godere ed usufruire di beni tecnologicamente avanzati, belli e dannatamente utili. Prendiamo l'esempio di grandi visionari come Steve Jobs, che ci ha regalato apparecchiature elettroniche incredibili, Enzo Ferrari con le sue automobili da sogno e altri grandi pensatori e appassionati che hanno creduto nelle loro idee. Oggi queste persone sono universalmente riconosciute come grandi imprenditori e innovatori, che oltre a fare profitto, hanno contribuito a far crescere il mercato e ad migliorarlo. Sono stati dei benefattori per se stessi, per coloro che hanno lavorato ai loro progetti e per chi ha potuto acquistare i loro prodotti.

Creare un marchio di profumi è uno dei sogni della mia vita, e probabilmente un giorno lo farò. Non vi nego che sarà un progetto curato fin nei minimi dettagli, non lascerò nulla al caso. Sarà un lavoro molto difficile e lungo, ma degno di essere portato sul mercato solo se rispetterà alcuni principi.
Creare un profumo non è una grande innovazione, tecnologicamente non porta nessun beneficio e il suo utilizzo è sempre lo stesso. Un boccetta di profumo non farà mai le foto o pagherà il parcheggio e sarà semplicemente spruzzato prima di uscire di casa. Quindi dovrà essere speciale unicamente nello svolgere il suo “semplice” ruolo: emozionarci e farci sentire bene.
Un profumo che emoziona è una fragranza che ha fatto centro, e non è una cosa così facile da ottenere. L'emozione dovrebbe essere il requisito fondamentale per far mandare in produzione una nuova formula.

LA FORMULA
Non si può assolutamente pretendere che ogni fragranza catturi egualmente tutti, ma occorre che abbia un requisito oggettivo, e cioè che sia formulata bene e con buoni ingredienti. Un profumo deve essere riconosciuto universalmente come originale, equilibrato e persistente.
Quindi dovrebbe essere facile, anche per un naso poco esperto, capire che la fragranza ha una sua originalità quando non assomiglia ad altri profumi (o peggio è una copia) e appartiene ad una categoria abbastanza distinta. Oltre alla personalità, un profumo deve essere riconosciuto come gradevole anche per coloro che non apprezzano e non indosserebbero quel tipo di fragranza. Faccio un esempio, un uomo generalmente non indossa scarpe con il tacco ma può sommariamente capire se sono ben disegnate, morbide al tatto e ben rifinite.
L'equilibrio di una formula è dato da un utilizzo sapiente delle materie prime, che non devono risultare disarmoniche, fastidiose, eccessive e per certi versi sguaiate. L'equilibrio è strettamente legato all'originalità e riconduce all'affermazione che ho fatto inizialmente, e cioè che il profumo sia riconosciuto oggettivamente come fatto bene.
Infine la persistenza, che è un requisito importantissimo. Immaginate di indossare un vestito bellissimo e molto costoso e che, lentamente durante una serata, si sbiadisce fino a perdere tutto il colore, rimanendo grigino. Siete imbarazzati per il vostro aspetto, tristi per aver perso quella magnifica texture che via aveva fatto innamorare del vestito, e furibondi per aver speso un sacco di soldi. E' la stessa cosa per il profumo, se durante il giorno lo perdete e alla sera non c'è neanche una misera traccia su i vostri vestiti, è come non aver messo nulla. Non occorre che un profumo saturi l'aria intossicando i vostri vicini, deve però far avvertire la vostra presenza, testimoniare il vostro gusto e la vostra personalità.

IL PACKAGING
Anche l'occhio vuole la sua parte, ma non bisogna fare troppo affidamento su questo senso, le aspettative potrebbero sviarci. Quando guardiamo un profumo in una lussuosa confezione, presentata in un contesto accattivante, ci aspettiamo di annusare un profumo esaltante. Talvolta non è così, e finiamo per acquistare quel prodotto solo per l'esclusività che rappresenta, spendendo una cifra importante, senza aver trovato la fragranza giusta per noi.
Una confezione ben fatta, con materiali piacevoli al tatto e finiture di pregio, deve valorizzare una fragranza e accompagnare coerentemente la qualità dei suoi ingredienti, ma possibilmente non surclassarla. Il giusto equilibrio tra le due cose, fa percepire il vero valore del profumo, facendo così capire che il prezzo pagato è adeguato. A volte preferisco persino che il packaging non sia propriamente all'altezza della fragranza, in modo che si percepisca che ciò che importa veramente è quello che sta dentro alla boccetta.
Al di là di queste considerazioni, molti marchi hanno saputo comunicare esclusività e valore anche con confezioni sobrie e lineari, senza eccedere con il superfluo; ottenendo così un buon risultato.

LA COMUNICAZIONE
La maggior parte dei profumi sono presentati attraverso una storia, un'evocazione, un viaggio. Raccontare com'è nata una creazione, ha lo scopo di comunicare il perché di determinati sentori. Spesso ho l'impressione che questa storia sia solo un giro di parole e che non trasporti il cliente in alcun luogo, ma che anzi lo confonda facendogli credere di non essere in grado di comprenderne il significato.
L'evocazione, secondo me, dev'essere in grado di far immergere il cliente, facilmente, in essa. Colui che legge la storia deve avere i mezzi e le esperienze passate per capire di cosa sta parlando il creatore del profumo. Dev'essere un percorso chiaro e semplice, ma al contempo emozionante.
Questo percorso lineare contribuisce a rendere anche più credibile la storia, facendo pensare sia vera.
Già, che sia vera. Perché purtroppo, spesso nasce prima il profumo, e dopo si crea una storia attorno ad esso. La vera ispirazione si vede, e porta a creare profumi che comunicano, che ci parlano, che ci fanno vivere la loro storia.
In definitiva, un racconto originale farà vendere più profumo, al pare di un buon libro.

Per concludere, mi duole dover affermare che tra le migliaia di creazioni che nascono ogni anno, molte penso che non abbiano i requisiti per potersi ritenere valide. E' un vero peccato, uno spreco di risorse e di energia, produrre un profumo mediocre. A volte la logica del mercato impone di far uscire un tot di profumi ogni anno, ma questo contribuisce solo a riempire gli scaffali e confondere le idee. Bisognerebbe cercare di non sacrificare la creatività in nome del profitto, contribuendo a donare al mondo solo prodotti di qualità.






Nuit de Bakelite di Naomi Goodsir: tuberosa verde.




Le logiche del mercato inducono a fare spesso scelte ponderate, per evitare di investire denaro su progetti che potrebbero non essere capiti. Ma ci sono persone che progettano e realizzano opere che non sono fatte per piacere alla massa, almeno non subito. Ci sono visionari che immaginano il futuro con tinte che non appartengono allo spettro dei colori visibili: inventano loro stessi nuovi colori e nuove note musicali.
Tempo fa vidi in fiera una donna vestita in maniera molto particolare, e la trovai interessante. L'ho rivista a Pitti a settembre ma non mi sono fermato al suo stand. Ho dovuto parlarne in un noto negozio di design in corso Como a Milano con una persona molto preparata.
Naomi Goodsir è una designer australiana che ha creato indumenti fantastici e veramente particolari. Con lo stesso stile ha immaginato e creato i suoi profumi, e ora si sta dimostrando uno dei talenti più promettenti, nell'interpretazione di nuove fragranze.
Nel 2018, la giuria di esperti FIFI, conferisce il premio per la migliore fragranza realizzata da un brand di nicchia indipendente a Nuit de Bakelite, creato dal naso Isabelle Doyen.

Nuit de Bakelite è un profumo “puro”, o ti piace o non ti piace. Non puoi semplicemente gradirlo o fartelo andare bene.

Verde, pungente e lievemente medicinale nelle prime olfazioni. Rivela a poco a poco note balsamiche di spezie fresche come il cardamomo, prosegue più lieve ma sempre potente con erbe aromatiche e di campo come l'angelica e l'artemisia. Sul fondo lavorano il cuoio e il più morbido e dolce storace. La tuberosa è fresca, appena sbocciata, piacevolmente delicata e ben presente fin dall'inizio.

A detta di molti, in questo profumo si ha un'interpretazione inusuale del fiore opulento della tuberosa. In effetti è vero, la tuberosa non è pesante, voluttuosa, carnale o peggio pestilenziale. Fortunatamente però, come anche in questo caso, alcuni marchi hanno saputo trarre il meglio da questo fiore, rendendo i loro profumi moderni e facili da indossare.
In Nuit de Bakelite si è voluto dare più spazio alle note verdi e pungenti, ottenendo un profumo molto caratteristico e non di immediata comprensione, lasciando alla tuberosa un ruolo più composto, ma assolutamente non marginale.
Personalmente lo adoro, apprezzo anche la volontà di uscire da uno schema collaudato, per il piacere di stupire e catturare i sensi.
Nuit de Bakelite lo consiglio agli uomini, quelli che vogliono rompere gli schemi, essere originali ed emergere. La sua durata sulla pelle è notevole, permette di sentirlo costantemente tutto il giorno e oltre.